Quando si decide di creare il proprio sito web, una delle prime domande che ci si fa è “vale la pena pagare qualcunǝ, o meglio un sito web fai da te?”
L’investimento economico per la creazione di un sito web non è una questione da minimizzare, i soldi contano, eccome. Il sito web però è uno strumento di lavoro, e come tutti gli strumenti, il suo valore non dipende da quanto hai pagato per averlo, ma da quanto funziona per quello che ti serve.
Un sito bello, economico e costruito in autonomia potrebbe essere la scelta giusta, ma a volte ci sono costi nascosti che si pagano nel tempo. Traffico che non arriva, contatti che non scrivono, ore spese a sistemare cose che non tornano.
In questo articolo vediamo cosa offrono oggi gli strumenti per creare i siti fai da te, se è vero che si possono creare siti web gratis, e cosa cambia quando dietro al sito c’è unǝ professionistǝ che parte dagli obiettivi invece che da un template. Con un occhio anche ai vantaggi e ai costi reali, che raramente sono quelli che sembrano all’inizio.
Strumenti per creare siti web da soli
Negli ultimi anni le soluzioni per creare siti web in autonomia (o che promettono di darti un sito web gratis) si sono moltiplicate. Vale la pena conoscerle, anche solo per capire cosa si sceglie (o si scarta) con cognizione di causa.
Wix, Squarespace, Hostinger e Webflow: i “website builder” tradizionali
Un builder, o un creatore di siti web, è uno strumento online che ti permette di costruire un sito senza scrivere codice o avere conoscenze approfondite di web design. Funziona con un’interfaccia visiva: scegli un template di partenza, trascini i vari elementi nella pagina (una funzione che si chiama drag-and-drop, ossia trascina-e-rilascia), e personalizzi testi e immagini direttamente dal tuo browser.
Hosting e dominio sono spesso inclusi nel pacchetto, il che rende tutto molto più semplice da gestire in un unico posto. Ecco alcuni dei builder più noti:
- Wix e Squarespace sono i più diffusi: drag-and-drop, template curati, hosting incluso. Wix è più flessibile, Squarespace più curato sul design. Entrambi vanno bene per chi ha esigenze semplici e vuole essere online in tempi brevi.
- Hostinger Website Builder punta su semplicità e costi bassi. Un buon punto di partenza se sei all’inizio e il budget è molto ridotto.
- Webflow è un gradino più su: più flessibile dei builder tradizionali, adatto a chi ha sensibilità grafica e vuole più controllo. Ha però una curva di apprendimento abbastanza impegnativa.
Lovable e Claude Design: crea un sito web con l’AI
Lovable, Claude Designe strumenti simili sono la nuova frontiera per creare un sito internet con l’intelligenza artificiale: descrivi il sito con un linguaggio naturale, l’AI genera il codice.
Lovable è pensato per costruire applicazioni web e landing page da un prompt. Claude Design è il tool di Anthropic che produce codice HTML e CSS reale direttamente in chat.
Sono ottimi per esplorare idee velocemente, ma meno adatti a chi ha esigenze concrete di posizionamento, personalizzazione profonda o gestione nel tempo.
Web designer: cosa fa (che un builder non può fare)
Tutti gli strumenti per fare siti fai da te hanno una cosa in comune: ti danno il mezzo, non la strategia. Puoi scegliere dei template, ma non ragionare su obiettivi, modalità, necessità.
Unǝ web designer non è semplicemente qualcunǝ che si occupa di creazione di siti web e che sa usare WordPress meglio di te. O almeno, non è solo quello.
Cosa serve per creare un sito web? Parti dall’analisi degli obiettivi
Prima di iniziare a lavorare su qualsiasi piattaforma, o parlare di palette colori, font e foto, unǝ buonǝ web designer ti fa una serie di domande (alcune facili, altre meno).
Chi dovrebbe arrivare sul tuo sito? Da dove viene? Cosa sta cercando? Cosa succede dopo che ti ha trovatǝ? Perché se ne va senza scriverti? Possono sembrare domande sui massimi sistemi, ma sono una parte fondamentale del lavoro di web design.
Perché un sito internet non deve limitarsi a essere un biglietto da visita digitale, in Mangrovio evitiamo proprio per questo il termine “sito vetrina”. Il tuo sito è uno strumento con degli obiettivi precisi: raccogliere richieste di contatto, costruire fiducia, spiegare un servizio complesso, accompagnare qualcunǝ da “non so chi sei” a “voglio lavorare con te”.
Deve essere uno strumento che supporta il tuo lavoro e i tuoi processi e ti libera di tante attività manuali che svolgi ogni giorno. Invece senza obiettivi chiari, il tuo sito è puramente decorativo.
Struttura del sito e obiettivi per ogni pagina
Unǝ professionistǝ lavora a partire dai tuoi obiettivi per creare il tuo sito. Definisce la struttura del sito (l’architettura) in funzione del percorso che vuoi far fare alle persone. Ti aiuta a pensare ai testi riflettendo su cosa deve capire chi legge, non solo a cosa vuoi dire tu. Ragiona su come Google leggerà quelle pagine, su come si comporterà su mobile (ossia se sarà responsive), su cosa succederà tra sei mesi quando vorrai aggiungere qualcosa.
Ma c’è un livello in più, che in genere si dà per scontato: quando crea il tuo sito, unǝ buonǝ web designer non ragiona solo sull’obiettivo generale, ma su quello di ogni singola pagina.
La “home page” non ha lo stesso scopo della pagina “servizi”. La pagina “chi sono” non ha lo stesso scopo di un articolo del blog o di una pagina contatti. Ognuna ha un ruolo preciso nel percorso dell’utente, e ognuna va progettata di conseguenza: quali informazioni mostrare e in che ordine, dove mettere una call to action (cioè l’invito a fare qualcosa: “scrivimi”, “scopri il servizio”, “prenota una call”), come guidare chi legge verso il passo successivo senza che se ne accorga nemmeno.
UX e best practice per i siti: quello che l’esperienza insegna e un template non ha
A questo si aggiunge la conoscenza delle best practice di user experience: tutto quello che rende un sito intuitivo e facile da usare. Unǝ web designer sa dove le persone si aspettano di trovare il menu e i pulsanti di contatto. Sa quando un testo è troppo lungo per essere letto su mobile. Sa quando un’immagine rallenta il caricamento più di quanto arricchisca la pagina. Sa quando una struttura crea confusione invece di orientare.
Tutto questo non si trova in un un template. Nasce dall’abitudine a guardare i siti non come oggetti estetici, ma come strumenti che devono funzionare per persone reali.
La SEO nei siti fai da te: come funziona l’ottimizzazione per Wix, Squarespace, Lovable e Claude Design
Tutti i principali builder hanno oggi strumenti SEO di base: puoi modificare il titolo della pagina, scrivere una meta description, aggiungere un testo alternativo alle immagini. Wix e Squarespace hanno persino sezioni dedicate con consigli guidati. È abbastanza?
Strategia SEO vs campi da compilare
La SEO è una strategia. Parte da domande concrete: quali parole cercano le persone quando hanno bisogno di quello che offri? Quelle ricerche (query) sono già presidiate dalla concorrenza? Il tuo sito ha la struttura giusta per rispondere a quelle ricerche in modo credibile per Google?
I builder ti danno uno spazio per inserire keyword e dati, ma non ti aiutano a capire quali keyword scegliere, quali opportunità esistono nel tuo mercato o come organizzare i contenuti del sito per intercettare le ricerche dei potenziali clienti. Il rischio è compilare tutti i campi SEO disponibili e ritrovarsi comunque con un sito che fatica a essere trovato.
Velocità, URL e dati strutturati: i limiti tecnici dei builder
Poi ci sono i limiti tecnici. La velocità di caricamento, per esempio, è un fattore di ranking (cioè uno degli elementi che Google valuta per decidere in che posizione mostrare il tuo sito nei risultati di ricerca): i siti su Wix, per esempio, tendono a caricare più codice del necessario per visualizzare una pagina, con il risultato che il sito può diventare più pesante e difficile da ottimizzare perché non hai accesso al livello tecnico sottostante.
Anche aspetti meno visibili ma importanti per la SEO, come la struttura degli URL (gli indirizzi delle pagine), la gestione dei reindirizzamenti quando una pagina cambia indirizzo, i dati strutturati che aiutano Google a capire il contenuto di ogni pagina spesso sono bloccati, o le impostazioni sono talmente nascoste da rendere complicato qualsiasi intervento.
Con WordPress ogni aspetto tecnico è accessibile e modificabile. Non perché WordPress sia magico, ma perché è uno strumento aperto, costruito per essere controllato da chi lo usa.
La differenza la vedi nel tempo: un sito su Wix può intercettare qualche ricerca generica, ma difficilmente si può posizionare bene per keyword competitive o portare traffico qualificato in modo costante. Non perché il contenuto sia sbagliato, ma perché la piattaforma pone un limite strutturale alle possibilità di crescita del sito: alcune ottimizzazioni semplicemente non sono possibili, altre richiedono compromessi che nel tempo rendono più difficile competere con siti realizzati su piattaforme più flessibili.
Sito responsive vs sito ottimizzato per mobile
Oltre il 60% delle ricerche su Google avviene da smartphone. Non è un dettaglio: è il motivo per cui Google ha adottato il cosiddetto mobile-first indexing, cioè la pratica di valutare e indicizzare i siti partendo dalla loro versione mobile. In altre parole, quando Google “legge” il tuo sito per decidere dove posizionarlo nei risultati di ricerca, guarda prima come appare su telefono, non su desktop. Se la versione mobile è lenta, confusa o incompleta, per Google il tuo sito è lento, confuso e incompleto. Indipendentemente da quanto sia curato da computer.
Esperienza utente mobile: cosa significa ottimizzare un sito
Tutti i builder moderni si presentano come responsive, cioè adattabili a qualsiasi schermo. Ed è vero, in parte: il template si ridimensiona automaticamente. Ma responsive non significa ottimizzato. Un sito ottimizzato per mobile significa testi leggibili senza zoom, pulsanti grandi abbastanza da toccare con con il dito, form che non escono dallo schermo, tempi di caricamento decenti anche su connessioni non perfette.
Significa che chi arriva da telefono, magari in movimento, trova quello che cerca senza frustrarsi e chiudere tutto.
Questi dettagli non li gestisce un template. Li gestisce unǝ professionistǝ che progetta l’esperienza utente sapendo fin dall’inizio che la maggior parte delle persone arriverà da mobile, e costruisce il sito di conseguenza. Non come semplice adattamento di una versione desktop.
Come gestiscono la versione mobile Wix e Squarespace
Su Wix la versione mobile si genera automaticamente dal layout desktop, ma spesso va ritoccata a mano elemento per elemento in un editor separato. Qualsiasi modifica sul desktop non si riflette sul mobile, e viceversa: due versioni parallele da tenere allineate manualmente. Squarespace gestisce meglio la coerenza tra i due layout, ma lascia poco controllo su come i contenuti si riorganizzano su schermi piccoli.
Come gestiscono la versione mobile i tool AI
Gli strumenti AI come Lovable e Claude Design, invece, generano un codice per la versione mobile con impostazioni predefinite, cosa che in teoria sembra essere un grande vantaggio. In pratica, però, il risultato dipende interamente da quanto i prompt sono dettagliati e precisi. Se nel prompt non è specificato come certi elementi devono comportarsi su mobile, con termini tecnici e definizioni esatte nel contesto del web design, l’AI fa scelte autonome che potrebbero non essere giuste per i contenuti. Correggere queste impostazioni a posteriori richiede ulteriori modifiche e tempo, e una conoscenza tecnica sufficiente a capire cosa non va e come descriverlo in modo che l’AI lo sistemi davvero.
Il tuo sito web converte? La domanda che nessun builder ti fa
Parliamo di una parola che nel mondo del web si usa spesso, non sempre a proposito: conversione.
Una conversione è qualsiasi azione che vuoi che chi lo visita compia sul tuo sito. Non è necessariamente una vendita:
- per unǝ psicologa potrebbe essere una richiesta di primo colloquio;
- per unǝ fotografa potrebbe essere la compilazione del modulo di contatto;
- per unǝ consulente potrebbe essere l’iscrizione alla newsletter;
- per un ristorante potrebbe essere una prenotazione.
La domanda è: il tuo sito sta portando le persone a fare quella cosa?
Questa è la domanda che unǝ web designer espertǝ ti farà. Ed è la domanda che uno strumento fai da te non è in grado di farti, per definizione.
Sito bello ma senza risultati: perché succede
Un sito può essere tecnicamente a posto, graficamente piacevole, persino ben posizionato su Google, e non convertire lo stesso. Perché i testi non parlano alle persone giuste. Perché la struttura confonde invece di guidare. Perché le call to action sono nel posto sbagliato, formulate male, o addirittura assenti.
Questi problemi non si vedono guardando il sito da fuori. Si vedono analizzando i dati, facendo domande, capendo come si muovono le persone nelle pagine. È un lavoro strategico.
Costi reali di Wix, Squarespace e tool AI
C’è un aspetto che quasi nessunǝ calcola: il tempo.
Imparare a usare un builder, scegliere un template, adattarlo alla tua identità, scrivere i testi, caricare le immagini, capire perché quella sezione non si allinea come dovrebbe: tutto questo ha un costo, anche se non stai pagando nessunǝ. Il tuo tempo vale. Quello che costruisci non è un sito web gratuito. Ogni ora passata a litigare con un editor visuale è un’ora tolta al lavoro che sai e devi fare davvero.
Quanto costano davvero i builder fai da te
I builder partono spesso da piani gratuiti o economici, ma i piani base hanno limitazioni significative: pubblicità della piattaforma sul sito, impossibilità di usare un dominio personalizzato, funzionalità bloccate. Per avere qualcosa di presentabile per un’attività professionale si finisce quasi sempre sui piani intermedi o superiori.
Wix parte da circa 10 euro al mese per il piano base senza pubblicità, ma i piani con funzionalità utili si aggirano tra i 17 e i 35 euro al mese. Squarespace parte da circa 13 euro al mese. Su base annua: 200, 400 euro e oltre, ogni anno, per sempre, senza che tu possieda nulla.
A questo si aggiungono i costi delle funzionalità extra: plugin, integrazioni, form avanzati, strumenti di e-mail marketing, estensioni per la SEO. Ogni aggiunta ha spesso un costo separato. Il conto finale a fine anno è raramente quello che ti aspettavi.
Lovable e Claude Design: crediti, abbonamenti e curva di apprendimento
Con i tool AI il discorso si complica ulteriormente. Lovable funziona a crediti: ogni modifica consuma parte del tuo budget mensile, e i piani gratuiti si esauriscono in fretta appena il progetto prende forma. Superato il limite, paghi oppure smetti di fare modifiche.
Claude Design richiede un abbonamento a Claude Pro o superiore (a partire da circa 18 euro al mese). Il codice generato è tuo e scaricabile, ma il sito non è ospitato da nessuna parte: per metterlo online devi comunque affidarti a un servizio di hosting separato, con altri costi e complessità da gestire in autonomia.
C’è poi un aspetto che quasi nessuna recensione menziona: usare bene questi strumenti non è semplice. Descrivere a un’AI quello che vuoi, in modo che il risultato sia davvero quello che intendevi, richiede pratica. Bisogna sapere come si costruisce un prompt efficace, conoscere il linguaggio giusto per fare certe richieste, capire come correggere il tiro quando l’output non è quello atteso.
Chi si avvicina a questi tool senza esperienza finisce spesso in un ciclo di tentativi e correzioni che consuma tempo, crediti e pazienza. Il “sito gratis fatto in un pomeriggio” diventa un progetto che si trascina per settimane, con risultati che restano comunque approssimativi.
Quanto costa un sito WordPress fatto da unǝ professionista?
Quanto costa invece un sito web personalizzato? Con WordPress la struttura dei costi è diversa. Si paga l’hosting (con 60 € l’anno puoi avere un buon hosting per partire) e il dominio (10-20 € l’anno).
L’investimento iniziale per il lavoro di unǝ professionistǝ è più alto, ma è una spesa una tantum su uno strumento che rimane tuo, che puoi far crescere senza cambiare piattaforma, e che non ti presenta un abbonamento annuale a tempo indeterminato per continuare a esistere online.
Quindi: sito fai da te o fatto da unǝ professionistǝ?
Scegliere come costruire il proprio sito non è solo una questione di budget o di strumenti: è una questione di obiettivi.
I builder fai da te, dai classici come Wix e Squarespace ai nuovi tool AI come Lovable e Claude Design, sono soluzioni valide in certi contesti: per un progetto personale, un sito temporaneo o un’attività che ha bisogno semplicemente di una presenza online essenziale. . Hanno, infatti,anno limiti strutturali difficili da aggirare: SEO controllabile solo in parte, ottimizzazione mobile approssimativa, nessunǝ che ti chieda cosa deve fare davvero il tuo sito e per chi.
Un builder può aiutarti a pubblicare delle pagine online. Un’AI può generare layout, testi e codice. Ma nessuno di questi strumenti sa quali sono i tuoi obiettivi di business, come si comportano i clienti, quali contenuti possono convincerli a contattarti o acquistare, e quali opportunità esistono nel tuo mercato.
Unǝ web designer, meglio ancora se affiancatǝ da unǝ consulente SEO, non è qualcunǝ che “mette su le pagine”. È la persona che analizza i tuoi obiettivi, definisce la struttura del sito, progetta l’esperienza utente, ottimizza ogni pagina per convertire, e lo fa con una visione d’insieme che nessun template può sostituire.
La differenza non sta tanto nel risultato visivo. Oggi un builder e persino un’AI possono produrre siti gradevoli dal punto di vista estetico. La differenza sta in tutto quello che c’è dietro: la strategia, la struttura, i contenuti, la SEO, l’esperienza utente e la capacità del sito di supportare la crescita della tua attività nel tempo.
La prossima volta che ti trovi a valutare se fare il sito da solǝ o affidarti a qualcunǝ, prova a cambiare la domanda.
Non chiederti soltanto quanto costa pubblicare un sito online, chiediti cosa deve fare quel sito per la tua attività tra sei mesi, un anno o cinque anni.
Perché pubblicare un sito è relativamente semplice. Costruire uno strumento che aiuti davvero la tua attività a crescere è un lavoro completamente diverso.


