Chi siamo

e cos’è Mangrovio.

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Mangrovio

Siamo Valeria, Silvia e Jessica e tanti anni fa ci siamo conosciute come colleghe in un’agenzia di traduzioni, arrivando a soli pochi mesi di distanza l’una dall’altra. Siamo cresciute insieme e, progetto dopo progetto, team dopo team, anno dopo anno, siamo diventate amiche. Le nostre strade lavorative si sono separate per qualche tempo, e poi abbiamo deciso di sceglierci. Perché se è vero che spesso le colleghe le devi sopportare, a volte invece si ha il lusso di potersi chiedere “ma… se creassimo qualcosa insieme?”. Così abbiamo unito le nostre competenze, le nostre passioni e, perché no, anche le nostre diversità in questo progetto.

Mangrovio era già nato qualche anno prima grazie a Valeria, che però aveva intravisto fin da subito l’enorme potenziale della sua creazione e aveva deciso di trovarle un nome significativo che racchiudesse in sé l’essenza della crescita (grow), obiettivo che aveva a cuore per sé e per chi avrebbe lavorato con lei.

Il nome deriva da quello della mangrovia, un insieme di piante di diverse famiglie che costituisce uno degli ecosistemi più importanti sulla Terra. Le foreste di mangrovie sono in grado di sopravvivere in condizioni difficili e sono quindi molto resistenti, ma non solo: grazie al loro intricato sistema di radici aeree e sommerse, assorbono importanti quantitativi di CO2 e rappresentano un riparo importante per piccoli pesci, uccelli e molluschi. È questo che Mangrovio vuole rappresentare un porto sicuro in cui piccole attività hanno la possibilità di crescere, un approdo in questo sterminato mare del web.

Come la pianta che ci battezza, anche noi abbiamo radici lunghe e intricate.

Valeria

Il mio motto? I drink and I know things.

Sono in Mangrovio perché sono una nerd. Lo dico nell’accezione old school, non ho ricordi che predatino un’età lontana dallo schermo di un computer. Il primo l’ho scoperto seduta sulle ginocchia di mio padre ed è stato amore a prima vista. Ho completato il mio primo videogioco (Gobliiins) quando ero alle elementari, alle superiori lottavo per aver la linea disponibile per le mie campagne di gioco di ruolo (Extremelot), all’università guarivo gli avatar di 10 persone in paesi diversi tre sere a settimana (World of Warcraft, mi manchi).

Ho creato i primi siti web quando ero alle superiori. Non come parte del mio curriculum scolastico, per conto mio. Dei siti abbastanza imbarazzanti a ripensarci ora, ma erano altri tempi per il web, e io imparavo html, css e php da sola. “Da grande potrei fare siti internet!” ho detto una volta a mia madre, poi mi sono distratta, la sindrome dell’impostora mi ha portata via e sono finita a studiare lingue e letterature straniere all’università.

Per anni ho fatto la project manager in agenzie di traduzione: un lavoro che mi ha insegnato tanto, tanto, tanto. Sono cresciuta professionalmente e personalmente, ho imparato a coordinarmi con uffici stampa e programmatori, traduttori e contabili. Sono stata supporto tecnico e ufficio amministrativo. La mia passione per il lavoro però non si conciliava con i ritmi e le dinamiche dell’agenzia, così a malincuore ho salutato i miei team e ho iniziato a lavorare in solitaria. (Spoiler: Silvia e Jessica facevano proprio parte di quei team che ho salutato a malincuore, ma anni dopo sono riuscita a portarle al lato oscuro della forza.)

Mangrovio è il mio piccolo spazio multipotenziale nel mondo. Mi ha permesso di tornare a fare, a studiare, ad apprezzare le cose che amo e renderle il mio lavoro. Così faccio siti web, parlo di file xml e traduzioni, studio e analizzo, scrivo e progetto.

Silvia

Il mio motto? Mi faccio un caffè così mi calmo.

Modena, Reggio, Bologna. In queste 3 province ci sono tutte le mie origini e da qui non mi sono mai spostata. Ho compensato la mia inerzia amando da sempre le tipiche cose che ti fanno muovere anche quando ne sei incapace: il cinema, i libri, la fotografia, la musica. Quest’ultima soprattutto. Che siano note, parole o immagini in fondo sempre di storie si tratta.

Ho una laurea umanistica (Arte al Dams), usata poco ma amata moltissimo, dopo la quale ho seguito un corso di formazione in management di eventi artistici e culturali. Ho creduto che questo sarebbe stato il settore in cui avrei lavorato ma non è andata così e mi sono ritrovata invece a lavorare nei più diversi ambiti.

Dopo alcune esperienze in biblioteca, enti di formazione, agenzie di comunicazione e ufficio stampa sono accidentalmente arrivata in un’agenzia di traduzioni, dove alla fine sono rimasta parecchi anni nel ruolo di project manager. È un lavoro che mi ha dato molto e che mi ha fatto conoscere bellissime persone, tra cui Valeria, l’anima di Mangrovio, e Jessica, l’anima della festa. Ecco questo forse lo indicherei come il mio pregio più grande: ho un certo intuito e so riconoscere le persone di valore. 

Mi piace il buon cibo e il buon vino, andare ai concerti, al cinema all’aperto, alle mostre di fotografia e mi piace muovermi in bici. Tutte cose che faccio molto poco da quando ho due piccoli tiranni in casa, i miei figli. L’unica cosa che continuo a fare, incurante delle loro giovani orecchie, è ascoltare musica ad alto volume. Sembrano apprezzare.

Ho messo radici in Mangrovio alla ricerca di nuove storie da ascoltare e raccontare.

Jessica

Il mio motto? Just F***ing Do It

Faccio sempre fatica a descrivere chi sono, innanzitutto perché mi manca un’identità geografica. Mia madre è piemontese, mio padre veneto, sono nata e cresciuta sul confine tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna per poi finire a Modena. Vista la mia passione per gli alcolici però penso che nelle mie vene scorra sangue veneto.

I miei genitori mi hanno cresciuta con un’ottima musica e la mia passione per le lingue è nata dalla curiosità di capire il significato dei testi delle canzoni. Anche poter parlare con i miei amichetti stranieri al mare durante le vacanze estive mi rendeva orgogliosa. 

Un’altra passione che ho sempre coltivato fin dalla tenera età è quella per l’arredamento e il design di interni. Da piccola passavo ore a costruire, smontare, riorganizzare, case fatte di mattoncini Lego.
La propensione per le lingue mi ha fatto fare il test all’università per interpreti e traduttori di Forlì. Essendo giovane e confusa, ho scartato la facoltà di architettura d’interni perché troppo lontano da casa.

Dopo l’università mi sono trasferita nel Regno Unito per lavorare presso una casa software nel dipartimento di machine translation e lì ho combinato le mie competenze da traduttrice con la mia propensione alle attività tecniche.
Tornata in Italia, mi si sono aperte le porte di due agenzie di traduzioni: nella prima ho lavorato nel reparto help desk e nella seconda, la stessa in cui ho conosciuto Valeria e Silvia, come project manager.

Dopo anni passati tra gioie (poche) e dolori (tanti) nel settore traduzioni, quando Valeria e Silvia mi hanno chiesto di lavorare con loro in Mangrovio ho deciso di prendere quel treno al volo.

E la passione per il design di interni? Dopo essermi sfogata nell’arredamento di casa mia, la applico quotidianamente al mio lavoro nella continua ricerca dell’ordine, dell’organizzazione, dell’essenziale, tagliando tutto ciò che è in più o superfluo.

Scrivici

e creiamo qualcosa insieme!

 

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