Come facciamo i siti

8 Mar, 2023

In una conversazione recente mi è stato detto “loro i siti li fanno col codice”. Il tono della frase era un po’ quello del “loro li fanno col codice, mentre tu no”. È una cosa che mi fa sempre vibrare un po’ la palpebra, perché questa è la verità: tutti i siti sono fatti di codice. Sono fatti di codice i siti in WordPress, in Wixx, in Canva, gli e-commerce in WooCommerce e Shopify, le landing page di MailChimp e Mailerlite. Tutto è codice.

Quando ha finito di vibrarmi la palpebra ho deciso che avrei chiarito questa cosa. Non tanto per orgoglio ferito (perchè la mia ritrovata natura zen mi insegna che posso controllare quel che penso io ma non quello che pensano gli altri) ma semplicemente per informazione, per poter aiutare a fare una scelta ponderata su criteri oggettivi e non sulla base del sono-mejo-io-ismo.

Troverai in questo post dei paroloni e dei termini in inglese, ma farò del mio meglio per spiegare tutto.

C’erano una volta i siti prima di WordPress

“Fare i siti con il codice” è una formula che ci tiriamo dietro dal periodo in cui i siti si costruivano scrivendo pagina dopo pagina e file dopo file, mettendoli in relazione tra di loro con dei collegamenti interni. Tutto ciò che c’era dentro erano righe di codice fatte più o meno così:

<!DOCTYPE html>
<html>
<head>
  <title>Nome della pagina</title>
</head>
<body>
  <h1>Titolo 1</h1>
  <h2>Sottotitolo</h2>
  <p>Paragrafo 1</p>
  <p>Paragrafo 2</p>
</body>
</html>

Bastava aprire un file di testo e via, facevi un sito con il codice. Questi siti fatti a mano col codice io li ricordo, e non solo, ne ho fatti. Tra le mie mani sono passati sitarelli in html, in php, siti su Geocities (chi ricorda Geocities?), ho visto le tabelle diventare la nuova moda, ho visto Flash morire, ho lavorato su una successione di versioni di Frontpage e Dreamweaver. Insomma, io di siti col codice ne ho fatti.

Per chi non lo ricorda, questo nello screen è un sito ospitato su Geocities, questa è una parentesi che non apro in questa sede, ma per fare un salto nel passato e guardare come facevamo i siti col codice una volta, qui c’è un account tumblr che li raccoglie e continua a pubblicare (è da qui che proviene anche lo screen).

CMS… che?

Lo standard dei siti web oggi è quello di usare un CMS come base. La sigla CMS sta per Content Management System, che tradotto significa sistema di gestione dei contenuti. WordPress è un CMS perché gestisce in autonomia i contenuti del sito web. Per esempio, inserisce automaticamente il menu in tutte le pagine del sito, senza che sia necessario farlo manualmente. Sa dove pubblicare gli articoli che scriviamo (nella sezione dedicata al blog), inserendo anche in autonomia alcuni dati come la data, i link per la sezione commenti, ecc.

Ma tutti gli elementi del sito sono file fatti di codice, html, php, css, proprio come i siti di una volta. Se guardassimo “dentro” le pagine di WordPress quello che vedremmo è lo stesso codice scritto su. Solo che a collegare tutte queste pagine e questi file tra loro ci pensa direttamente WordPress, senza dover reinventare la ruota ogni volta.

C’è chi ancora pensa che “fare i siti a mano in html” abbia più valore che usare WordPress (o Joomla, o Drupal, o qualsiasi CMS), ma è una convinzione data da un pregiudizio. È come voler scrivere un libro con la macchina da scrivere. Lo puoi fare? Certo. Ti senti figǝ a farlo? Probabilmente. Hai del tempo da perdere ogni volta che devi fare una correzione, inserire un indice, una nota a fondo pagina? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

E poi arrivarono i page builder

Avevo avvertito che sarebbe stato un post pieno di paroloni, ma non facciamoci scoraggiare. Partiamo dalla base: l’aspetto grafico dei siti sviluppati in WordPress è quello che viene definito tema. È il tema che dice a WordPress che aspetto deve avere il menu (è centrato? È a scomparsa? Sul telefono si vede diversamente?), come deve visualizzare i link, come sono fatte le sezioni delle pagine, che bordi hanno le immagini, come si trasformano i pulsanti quando ci passi sopra il mouse, ecc. Tutta la parte grafica è tema.

I temi di WordPress meriterebbero un post a parte, e non è detto che non lo avranno proprio in questo blog, ma basta sapere che ogni web designer ha preferenze diverse. C’è chi li crea da zero, chi ha dei temi preferiti che personalizza di volta in volta, c’è chi usa un page builder, e tutte le opzioni sono scelte valide. Noi usiamo un page builder.

Cos’è un page builder?

Probabilmente ne hai già sentito parlare: sono page builder Elementor, Divi, WP Bakery, Visual Builder, Oxygen. Page builder significa costruttore di pagina, è un plugin o una funzionalità del tema WordPress che serve a personalizzare i temi e le pagine in maniera facile e veloce. Generalmente questi page builder lavorano in modalità what you see is what you get (quello che vedi è ciò che ottieni), ossia invece di scrivere il famoso codice nelle pagine del sito, chi si occupa di web design può creare gli elementi grafici della pagina in maniera facilitata, come se stesse usando un programma di grafica, e vedere il risultato in tempo reale.

È forse barare? Nient’affatto: sebbene sembrino facili da usare, anche i page builder richiedono una certa capacità e conoscenza dei linguaggi web per poter creare dei siti funzionali e responsive. 

Un’altra credenza infondata è che i page builder rendano i siti meno performanti perché aggiungono del codice inutile. Questo poteva essere vero in passato, ma oggi ormai i siti costruiti con i page builder sono veloci e scattanti come i siti costruiti senza.

Ciò che rimane vero è che i siti costruiti con un visual builder possono essere modificati solo con quello specifico visual builder. Se ci si stanca del tema costruito con Elementor e si desidera passare a un tema standard di WordPress o usare un page builder differente si dovranno reimpaginare tutti i contenuti.

Morale della favola?

A Chez Mangrovio i siti vengono creati con WordPress e Divi. Ci sono tanti modi per farli, ogni professionista ha il suo e ognuno è valido.

Per me è la dimensione in cui mi sento a mio agio, non perché è la strada più facile. Le altre strade le conosco, le ho percorse, sono inciampata e mi sono sbucciata le ginocchia. Questa strada è quella che mi piace percorrere ed è la strada che mi diverte. 

Perché so di poter dire tranquillamente “certo che possiamo mettere dei gufi appollaiati sul footer del sito“.


(Se stai pensando che questa è una strada che possiamo percorrere insieme puoi dare uno sguardo alla nostra pagina servizi, dove ci sono le nostre proposte di web design, e al nostro portfolio, dove puoi vedere il risultato di siti creati con un CMS + page builder). Se hai altre domande puoi mandarci una mail!